cartoline illustri

L'Atene della Basilicata

Muro Lucano nasce Numistrum, nella zona che oggi è Raia San Basilio.

Numistrum fu teatro della furente battaglia che nel 210 a. C. vide l'eroe Annibale a capo dell'esercito cartaginese e il console romano Claudio Marcello affrontarsi in campo aperto. La battaglia di Numistrum si tra le vicende della Seconda Guerra Punica.

Storia e leggenda si incontrano nelle cronache sospese nel tempo e si fondono con le forme ingegneristiche che caratterizzano il centro abitato di Muro Lucano che nell'Alto scelse le pareti del monte che oggi ospita la città.

I racconti di fondazione ricchi di epica e poesia sono un canto celebrativo che danza sulla linea del tempo e della leggenda che si toccano sull'arco del ponte romano edificato intorno al 1100. Nel nostro viaggio il ponte diventa un arco teso tra realtà e canzoni per raggiungere la città che ha conquistato il cielo seguendo la voce dell'acqua e il canto delle rocce.

Tra purezza e incanto, le prime comunità scelsero intorno al IX secolo il Pianello, il luogo più inaccessibile tra gli aguzzi spuntoni di rocce e qui nacquero i primi insediamenti. Il bisogno dell'acqua disegnerà la strada delle Ripe, percorsa quotidianamente dagli abitanti del Pianello fino alla Fontana delle Ripe. Attraverso il sentiero raggiungevano le aree rurali circostanti per dedicarsi alla coltivazione dei campi e alla pastorizia. Nel periodo normanno-svevo, l'arte e il lavoro diedero forma e necessità alla costruzione della gualchiera e di un mulino. Alle prime infrastrutture seguirono negli anni successivi diverse nuove costruzioni indispensabili all'economia e alla lavorazione delle materie prime.

La strada delle Ripe, il ponte, il borgo e il castello sono stati scenari di eventi storici di grande importanza che hanno dato alla storia di Muro Lucano un ruolo tutt'altro che marginale nelle vicende della nazione.

Storia e fede fioriscono nel cuore della cittadina e orientano destino, memorie e architettura murane. Al vescovo Filesio De Cittadinis si deve la fondazione nel 1565 del Seminario Diocesano, eredità nazionale dell'Italia del Concilio di Trento. Col Seminario Muro Lucano divenne polo culturale di grande valore e la nascita in paese di San Gerardo Maiella il 6 aprile 1726 lega per sempre il culto del patrono della Basilicata alla devozione del suo popolo.

Mentre i moti rivoluzionari infiammano la penisola, i semi dei più alti valori di libertà trovano radici a Muro Lucano attraverso l'albero della Libertà, simbolo di ribellione e fierezza, piantato il 21 febbraio 1799 a sostegno della Repubblica.

Il 1800 fu tempo di briganti, imprese disperate e nuove leggende ma anche istituzionalizzazione dei luoghi di culto e delle insegne comunali. I primi anni del 1900 saranno spinta verso la modernità con le grandi infrastrutture, dal ponte in cemento armato alla diga voluta dal Ministro Francesco Saverio Nitti. Nelle opere dell'artista futurista Joseph Stella l'America ammirò linee e tratti che sembrano rievocare scorci muresi eco delle Ripe che il pittore originario di Muro Lucano potè ammirare nel suo viaggio nella cittadina lucana.

Rocce, acqua e cielo seguitano a rinnovare un patto di bellezza e potenza nell'immaginario locale che oggi è impresso nel profilo di questa città che è tutta opera aperta e immaginario collettivo condiviso.

La storia di Muro Lucano è legata a biografie illustri che nel tempo hanno portato nel mondo estro e furore divenendo persona molto importante per definizione.

Grandi storie di vita, oggi parte preziosa del patrimonio immateriale della città riportano a quell'eco che è divenuta fregio per Muro Lucano, definita nel tempo Atene della Basilicata.

Radici divenute ali. Talento e capacità espressive e imprenditoriali, oggi, metaforicamente eco genetico e bandiera cittadina. Sentirsi muresi è cartolina in seppia con firme illustri in calce a cui la città rende omaggio attraverso i VIP, testimonial di successo.


Ponte creativo tra l’avanguardia futurista di Joseph Stella, primo pittore futurista d’America, nato a Muro Lucano nel giugno 1877, e l’opera del Mastro Sarolo da Muro, il più noto e prestigioso scultore medioevale lucano nato nella città tra il 1170 e il 1175. Percorsi di vita in cui brilla la città, tratteggiata così da Joseph Stella che definì la contemplazione delle bellezze della città “lo schiudersi repentino di una luce, fragore come cascata celeste, esplosione d’oro di un tramonto autunnale in cima ad uno dei miei monti”.

Celebrità e gossip si ritrovano in Ron Galella, il più famoso fotografo delle star, nato a New York  nel 1931 e figlio di Vincenzo Galella, ebanista nato a Muro Lucano. Il Godfather of U.S. Paparazzi culture ha costruito con i suoi scoop l'immaginario collettivo delle star del suo tempo, creando uno stile personalissimo di grande impatto. Una mostra permanente degli scatti di Ron Galella è ospitata presso il Museo Archeologico Nazionale. Il cinema iconico è certamente scolpito nella seducente Mrs, Robinson de Il laureato interpretata dall’indimenticabile Ann Bancroft, attrice pluripremiata, la cui madre era originaria di Muro Lucano.

All'arte manifatturiera legata a una tra le discipline più rigorose e auliche d'arte si cuce la storia di Salvatore Capezio, maestro e creatore delle theatrical shoes, le scarpe da punta. Nato a Muro Lucano nel 1871, conquistò il Metropolitan Opera House costruendo l'impero Capezio, oggi parte della storia della moda mondiale.

La storia di Juan e Teodoro Farenga , figli del falegname murese Francisco Pablo Farenga Muro Lucano è la storia del Boca Juniors. Quella che diventerà anche la squadra di Diego Armando Maradona nacque il 3 aprile 1905 dall'amore di un gruppo di sei giovani italo argentini tra cui svettano i nomi di Juan e Teodoro che ne furono fondati.

Cartolina musicale quella che chiude il wall of fame della Legenda. Sulle note del pentagramma è scritta la storia del musicista Giuseppe Setaro, anche storico traduttore e curatore di molte ricerche dedicate all'artista Georges Brassens. Setaro fu testimone e interprete della musica di Brassens, forte dell'eco della tarantella lucana che fu primo elemento di ricostruzione delle origini dell'autore.