condotta forzata

Nella costruzione della condotta è possibile leggere oggi quel passaggio di cura e comprensione del territorio.

La condotta Forzata della Diga Nitti realizzata sul Torrente San Pietro è l'anello di congiunzione tra la camera di manovra della Diga e il tubo piezometrico in cemento di 45  metri di altezza. L'acqua veniva convogliata dalla Diga alla turbina della centrale idroelettrica attraverso quest'opera che se strutturalmente riveste questo ruolo, dal punto di vista della cronistoria della costruzione, rappresenta un momento di grande pathos per il progetto.

Nel dicembre 1914, al termine dei lavori del primo tratto di galleria lungo 850 metri, la posa della condotta che terminò nel febbraio 1915, chiarì ai vari attori coinvolti nell'opera che ogni uomo e ogni donna coinvolti avevano dato alla pietra la forma che la natura del posto ha saputo disegnare nelle rocce, abbraccio tra sistema carsico naturale e cavità artificiale rappresentata dalla condotta forzata. Che questo luogo sia destinazione del racconto e della mappa di Muro Lucano è vera espressione poetica dell'idea di natura e ingegno fusi come furono fusi e apposti i bulloni della condotta.

Dopo la prima galleria, la condotta serpeggia la roccia come un elemento naturale che ad essa si modella e diviene forzata dopo la terza galleria. Con uno spessore di 8 mm e la scocca di acciaio chiodata, la condotta forzata è anche passaggio del flusso di bellezza e genialità umane.




L'ingegno umano ha immaginato strade nella pietra e le ha realizzate con identica maestria.