canyon delle Ripe

Questo è il posto in cui il cielo bacia l'acqua e le ruba la voce.

Le Ripe di Muro Lucano sono un irripetibile paradiso naturale sovrascritto dall'opera tutta umana che lo ha attraversato e conquistato. Alla natura è stato riconosciuto il rispetto indispensabile alla sostenibilità e tutela di un ecosistema ricchissimo che ricorda le isole misteriose di Jules Verne.

La statua di San Gerardo eretta a protezione e devozione, rivolge lo sguardo e spalanca le braccia verso il cuore urbanizzato della città che a lui guarda, devoto. Questo luogo è ritrovo amato e dolcissimo di incontro e manifestazione di fede. Alle spalle della statua si estende il canyon.

La stretta gola nata tra le pareti di rocce calcaree sedimentarie è il letto del fiume Rescio, interrotto a tratti da giganti di roccia caduti a seguito dell'erosione delle profonde e ripide pareti. Macigni e forme carsiche diventano anfratti, gole e piccole grotte ricche di stalattiti e stalagmiti dal fascino misterioso.

Il canyon è un esempio unico di come la natura impervia del luogo abbia stretto un patto di simbiosi con le comunità locali che nello scambio tra natura e genio hanno brillato e dato luce a un posto irraggiungibile e ostile agli occhi degli uomini privi di ingegno.


Canyon delle Ripe

Sentiero delle Ripe


La costruzione del ponte medioevale e il Sentiero delle Ripe ricavato dalla roccia lavorata dall'arte e dallo scavo manuale hanno permesso alla terra di arricchire il proprio universo naturale già opulento e pullulante. Felci e licheni ricoprono le rocce ricche di bocche di leone, equiseto, campanule, e garofani selvatici. Sono varie le specie animali che hanno scelto questo habitat dando vita a specifiche nicchie ecologiche. Il cielo delle Ripe è mappa per poiane, rondoni, nibbi imperiali, gheppi e falchi pellegrini. Oltre al corvo imperiale e alle cicogne nere che tra gli anfratti rocciosi hanno trovato rifugio sicuro.

 

Il reticolo di gallerie scavate a mano nella roccia si estende per centinaia di metri e raggiunge la condotta forzata, con le caratteristiche giunture inchiodate a mano, il tubo piezometrico e l'arco parabolico di sostegno. Le radici della città si sovrappongono a nuove radici.

Acqua e roccia sposano l'etica della forma. Un complesso sistema di canalizzazione del corso dell'acqua del fiume Rescio e la costruzione dei bellissimi mulini a ruota orizzontale di epoca normanna hanno anticipato la moderna concezione industriale di canalizzazione immaginata da Francesco Saverio Nitti già nei primi anni del 1900. Il Ministro fu promotore del progetto di Diga Nitti, e il bacino idroelettrico di cui diremo è oggi un progetto di archeologia industriale complesso e di raro valore non solo tecnico ma civico nella storia delle opere industriali nazionali.

 

 


"Ascolta la voce della terra che risponde al cielo"